Pinot nero d’Italia. Alto Adige espressioni d’alta quota

Il magazine Civiltà del Bere, in un articolo a cura di Roger Sesto, ha pubblicato due approfondimenti sul Pinot Nero dell'Alto Adige. In particolare, il primo articolo è dedicato a "I Grandi Cru dell'Alto Adige", con riferimento ai cru dell'altopiano di Mazzon.

Il secondo articolo ci riguarda un po' più da vicino: "Alto Adige Espressioni d'Alta Quota", nel quale Roger Sesto si sofferma sulle interpretazioni del Pinot Nero Alto Adige nelle vigne tra le più alte di quota, nelle località di Tramin, Castelfeder, Pinzano, Gleno, Montagna, Cortaccia e Appiano. Tra le vigne più alte, spicca il nostro cru di Gleno, che l'autore recensisce brevemente, insieme agli altri ottimi Pinot Nero dell'Alto Adige.

Buona lettura!

Pinot Nero Alto Adige, la scheda ufficiale

 Un tipico grappolo di uva Pinot nero

Un tipico grappolo di uva Pinot nero

Questa è la scheda "ufficiale" dedicata al Pinot Nero secondo la compilazione del Consorzio Vini Alto Adige:

Il re dei Pinot fra i rossi altoatesini si coltiva in Alto Adige dalla metà dell’Ottocento. Alle quote medio-alte e mediamente secche, il Pinot nero altoatesino esprime tutto il proprio potenziale, dando vita a vini strutturati quasi sovrapponibili, per qualità e caratteristiche, ai suoi parenti nobili di Borgogna.
I Pinot neri più tipici dell’Alto Adige si distinguono per il loro profumo intenso di bacche rosse e scure, spezie e violetta.

  • Superficie di produzione: 344 ha (6,64% della superficie vitata in Alto Adige)
  • Area di coltivazione: soprattutto Bassa Atesina (Egna e Montagna), ma anche Oltradige, conca di Bolzano, Valle dell’Adige e Val Venosta
  • Allevamento: prevalentemente a spalliera
  • Posizione preferita: terreni detritici calcarei
  • Sinonimi: Pinot Noir (Francia), Blauburgunder (Austria), Spätburgunder (Germania)
  • Temperatura di servizio: 14-16 °C
  • Abbinamenti consigliati: selvaggina ungulata e da penna, agnello da latte, coniglio, arrosti, formaggi stagionati